| Parco nazionale della Majella |
Sulla Majella si contano oltre 1.700 specie vegetali, tra le quali I'aquilegia della Majella, la campanula di Cavolini, la soldanella della Majella, il caglio magellense, la genziana della Majella, l'androsace abruzzese e la viola della Majella.
La fauna del parco è rappresentata dal lupo, dall'orso bruno marsicano, dal camoscio, dal cervo e dal capriolo e dalle 130 specie di uccelli fra cui il falco pellegrino, il lanario, l'aquila reale, l'astore, il gufo reale, il picchio dorsobianco e il piviere tortolino, la cui nidificazione in Italia è accertata solo su questa montagna. Interessante la presenza dell'Apollo (Parnassius apollo), una grande farfalla dalle ali quasi trasparenti, con delle macchie rotonde orlate di nero e di rosso. Per la sua rarità è l'unico invertebrato abruzzese protetto dalla convenzione di Washington, che disciplina il commercio internazionale delle specie in via di estinzione. Da tempo immemorabile la Majella rappresenta per gli abruzzesi la montagna madre. Sacra nell'antichità alla dea Maia, nel Medioevo divenne luogo di preghiera per numerosi eremiti, tra cui il famoso Pietro Angeles, divenuto poi Papa Celestino V. Eremi ed abbazie fiorirono così numerosi che il Petrarca la definì Domus Christi: dal famosissimo eremo di Santo Spirito, monumento nazionale, a vere e proprie grotte, quali gli eremi di S. Giovanni, S. Antonio, S. Angelo.